domenica 23 gennaio 2011

Boom, Bust e Oro

Questo articolo, oltre a ricordare nel dettaglio come funziona il ciclo di boom & bust nell'economia, puntualizza una questione che spesso i critici dell'oro sollevano: non c'è abbastanza oro, o non ce ne sarà in futuro, per soddisfare la domanda del mercato.

Oltre a consigliare la lettura del capitolo 12 di "The Gold Wars" (il libro di North che trovate nella sezione "Vettovaglie da Freedonia" di questo sito), consiglio anche la lettura di questo articolo che, più in breve, aggiunge una chiara spiegazione a questo cliché.
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di Frank Shostak

Nella sua intervista alla CNBC il 9 novembre 2010 un'economista di Wall Street altamente stimato, Nouriel Roubini il co-fondatore e presidente della Roubini Global Economics, ha detto che un gold standard è improbabile che possa stabilizzare il sistema finanziario. Al contrario, sostiene Roubini, tale standard può solo rendere le cose peggiori.

Per esempio, argomenta Roubini, un'economia che sta crescendo velocemente tenderebbe a surriscaldarsi e questo col tempo porta probabilmente ad una maggiore inflazione ed a bolle legate agli asset.

Al contrario, un'economia che sta crescendo più lentamente avrebbe una tendenza verso una pressione deflazionistica e verso una recessione.

In un gold standard, dice Roubini, la banca centrale non sarebbe in grado di controbilanciare con successo queste tendenze. Egli sostiene che un'economia basata sul gold standard continuerebbe a rinforzare i trend negativi esistenti del ciclo economico.

In poche parole secondo Roubini il gold standard limita il campo delle azioni che le banche centrali possono intraprendere in modo da migliorare la crescita economica, l'occupazione e gestire la stabilità dei prezzi.

Per la maggior parte degli economisti un altro grande problema con il gold standard è che la quantità d'oro non crescerebbe abbastanza velocemente per soddisfare il tasso d'incremento nella quantità di beni e servizi generati dalle economie moderne. Si sostiene che ciò può solo soffocare le economie.


Il Gold Standard Amplifica i Cicli Economici?

Iniziamo con un'economia di baratto. John il minatore produce dieci oncie d'oro. La ragione per cui lavora in miniera è perchè crede ci sia un mercato per l'oro. Quest'ultimo contribuisce al benessere degli individui. Egli scambia le sue dieci oncie d'oro per vari beni come le patate ed i pomodori.

Le persone hanno scoperto che l'oro, oltre ad essere usato per fare gioielli, è anche utile per altre applicazioni. Ora attribuiscono un tasso maggiore di cambio all'oro rispetto a prima. Come risultato John il minatore può scambiare le sue dieci oncie d'oro per più patate e pomodori.

Da notare che mentre passa il tempo le persone assegnano una maggiore importanza ad alcuni beni e diminuiscono l'importanza di alcuni altri beni. Alcuni beni ora sono considerati più importanti rispetto ad altri per sostenere le vite delle persone ed il benessere.

Ora le persone hanno anche scoperto che l'oro è utile come mezzo di scambio. Di conseguenza aumentano ulteriormente il prezzo dell'oro in termini di pomodori e patate. L'oro è ora domandato in predominanza come mezzo di scambio — la domanda per gli altri servizi dell'oro, ad esempio di tipo ornamentali, è ora più bassa rispetto a prima.

Una delle ragioni per selezionare l'oro come mezzo discambio è che è relativamente scarso. Ciò vuol dire che un produttore di un bene che ha scambiato questo bene per l'oro si aspetta che il potere d'acquisto del suo sforzo si preservi nel tempo possedendo oro.

Se per qualche ragione c'è stato un grande incremento nella produzione di oro e se questa nuova tendenza dovesse persistere, il tasso di cambio dell'oro sarebbe soggetto ad un persistente declino in confronto ad altri beni, rimanendo uguali tutte le altre cose.

In tali condizioni le persone abbandonerebbero probabilmente l'oro come mezzo di scambio e cercherebbero altre merci per ricoprire questo ruolo.

Se l'offerta d'oro inizia ad aumentare, il suo ruolo come mezzo di scambio diminuisce mentre la sua domanda per altri usi probabilmente rimarrà la stessa o aumenterà.

Quando John il minatore scambia oro per beni, è impegnato in uno scambio di qualcosa per qualcos'altro. Sta scambiando ricchezza per ricchezza.

Tutto ciò contrasta con la stampa di ricevute per l'oro, per esempio, ricevute che non sono coperte al 100% da oro. Questa è frode — questo è ciò che rappresenta l'inflazione — il che è un altro modo di dire che viene fissata una piattaforma per il consumo senza alcun contributo al bacino della ricchezza reale.

Certificati vuoti mettono in azione uno scambio di niente per qualcosa, che un pò alla volta porta a cicli di boom-bust.

La stampa di certificati non coperti da oro devia i risparmi reali dalle attività generatrici di ricchezza ai possessori dei certificati non coperti. Ciò conduce al cosidetto boom economico.

La deviazione dei risparmi reali è attuata attraverso certificati non coperti, per esempio, denaro non coperto. Una volta che la stampa di denaro non coperto rallenta o si ferma del tutto, ciò blocca l'afflusso dei risparmi reali alle varie attività che sono emerse sulle spalle del denaro non coperto.

Come risultato, queste attività vanno in pezzi — emerge un bust economico (da notare che queste attività non producono riccheza reale; la consumano solamente).

Ovviamente poi, senza il denaro non coperto che devia i risparmi reali verso di esse, si ritrovano nei guai. Queste attività non hanno prodotto alcuna ricchezza, di conseguenza senza il denaro dato loro non possono assicurarsi i beni che vogliono.

Nel caso dell'incremento nell'offerta d'oro non c'è nessuna frode. Il fornitore d'oro — la miniera d'oro — ha aumentato la produzione di una merce utile. Quindi in questo senso non abbiamo uno scambio di nulla per qualcosa.

Di conseguenza non abbiamo l'emersione di bolle. Il produttore di ricchezza, poichè ha prodotto qualcosa di utile, può scambiarla per altri beni. Egli non richiede denaro vuoto per deviare la ricchezza reale verso di lui.

Da notare che un fattore importante dell'emersione di un boom è l'iniezione di denaro "creato dal nulla" nell'economia. La scomparsa del denaro creato dal nulla è la causa principale di un bust economico.

L'iniezione di denaro creato dal nulla genera bolle, mentre la scomparsa di denaro creato dal nulla distrugge queste bolle.

In un sistema a gold standard ciò non può avvenire. In un sistema puro a gold standard senza la banca centrale, l'oro è il denaro. Di conseguenza in un gold standard il denaro non può scomparire, poichè l'oro non può sparire.

Possiamo così concludere che il gold standard, se non se ne abusa, non conduce a cicli di boom-bust.

Abbiamo visto che è la creazione di denaro dal nulla che mette in moto i cicli di boom-bust. Di conseguenza il fornitore chiave di tale denaro — la banca centrale — non può essere un'agente di stabilità economica come suggerito dalla maggior parte degli economisti mainstream.

In un'economica di libero mercato (senza la banca centrale) potremmo immaginare che l'economia sarebbe soggetta a vari shock, ma è difficile immaginare un fenomeno di cicli ricorrenti di boom-bust.

Secondo Rothbard:
"Prima della Rivoluzione Industriale, approssimativamente nel tardo diciottesimo secolo, non c'erano regolarmente boom e depressioni ricorrenti. Ci sarebbe stata un'imminente crisi economica in qualsiasi momento in cui qualche re avesse mosso guerra o confiscato la proprietà dei suoi sudditi; ma non c'era alcun segno dei moderni e strani fenomeni delle generali ed abbastanza regolari oscillazioni nelle fortune finanziarie, delle espansioni e delle contrazioni."[1]


In breve, il fenomeno del ciclo boom-bust è in qualche modo connesso al mondo moderno. Ma quale è la connessione?

Un'esame accurato rivela che la connessione è infatti il sistema bancario moderno, che è coordinato dalla banca centrale.

La fonte delle recessioni è la presunta "protettrice" dell'economia: la banca centrale stessa.

Ora al contrario di Roubini e della maggior parte degli economisti mainstream, possiamo chiederci, perchè una crescita economica forte porterebbe ad una maggiore inflazione e al cosiddetto surriscaldamento, mentre una crescita economica lenta deve portare alla deflazione ed al crollo economico?

Da osservare che l'inflazione non è un generale aumento nei prezzi di beni e servizi, ma un'incremento nell'offerta di denaro.

Di regola gli incrementi nell'offerta di denaro, per esempio l'inflazione, in generale hanno come risultato aumenti nei prezzi (da notare che un prezzo è l'ammontare di denaro pagato per unità di un bene).

Ciò, tuttavia, non sempre è così se il ritmo di incremento della produzione di beni eccede il tasso di incremento dell'offerta di denaro.

Ora se per una data offerta di denaro c'è un'incremento nella produzione di beni — crescita economica forte — ciò ovviamente porterà ad una caduta nei prezzi in generale e non incrementi nei prezzi come suggerito da Roubini.

Solo se il tasso di crescita dell'offerta di denaro eccede il tasso di crescita della produzione ne seguirà un'incremento generalenei prezzi.

Allo stesso modo una caduta nell'attività economica come questa non causa deflazione e depressione economica come suggerito da Roubini e dagli economisti mainstream. Finchè la quantità di denaro non si restringerà è impossibile che si possa verificare la deflazione.

Abbiamo visto che in un sistema a gold standard il denaro, che è oro, non può sparire. Solo in un sistema di denaro cartaceo ed in una struttura a riserva frazionaria il denaro può sparire.

Da notare che la scomparsa di denaro è sempre in risposta alla precedente inflazione monetaria della banca centrale, che erode il bacino dei risparmi reali — i profitti dell'economia.

E' il crollo nel bacino dei risparmi reali che porta all'indebolimento dell'economia reale, che un pò alla volta porta le banche a limitare l'espansione del credito dal nulla.


Un'Economia in Crescita Richiede un'Espansione dell'Offerta di Denaro?

La maggior parte degli economisti crede che un'economia in crescita richieda una riserva di denaro crescente, sulla base che la crescita dà vita ad una maggiore domanda di denaro, la quale deve essere soddisfatta.

Fallire in ciò, si sostiene, condurrà ad un declino nei prezzi di beni e servizi, che un pò alla volta destabilizzeranno l'economia e porteranno ad una recessione economica, o anche peggio, ad una depressione.

Ora in un sistema a gold standard se si prende in considerazione che una grande porzione dell'oro estratto è usato nel campo dei gioielli, ciò lascia la riserva di denaro quasi intatta nel tempo.

Si sostiene poi che il libero mercato, fallendo nel fornire abbastanza oro, può causare ristrettezze nella massa monetaria. Ciò, un pò alla volta, fa correre il rischio di destabilizzare l'economia.

L'intera idea che il denaro deve crescere in modo da sostenere la crescita economica dà l'impressione che in qualche modo il denaro sostenga l'attività economica.

Se questo fosse il caso, allora la maggior parte delle economie del terzo mondo eliminerebbero la povertà già da ora attraverso la stampa di grandi quantità di denaro.

Secondo Rothbard:
"Il denaro, di per se, non può essere consumato e non può essere usato direttamente come un bene di produzione nel processo produttivo. Il denaro di per se è perciò improduttivo; è una merce invendibile e non produce alcunchè."[2]


Il principale lavoro del denaro è semplicemente ricoprire il ruolo di mezzo di scambio. Il denaro non sostiene o finanzia l'attività economica reale.

Il mezzo di sussistenza, o di sovvenzionamento, è fornito da beni e servizi reali risparmiati. Nel suo ruolo di mezzo di scambio, il denaro facilita solamente il flusso di beni e servizi.

Nel libero mercato il prezzo del denaro è determinato dalla domanda e dall'offerta, proprio come il prezzo di altri beni. Di conseguenza se c'è meno denaro, il suo tasso di cambio aumenterà. Diversamente il tasso di cambio calerà quando c'è più denaro.

Di conseguenza nel modello del libero mercato, non ci può essere una simile cosa come "troppo poco" denaro o "troppo" denaro. Fintanto che al mercato è permesso di ripulirsi, non può emergere alcuna scarsità di denaro.

Di conseguenza una volta che il mercato ha scelto una particolare merce come denaro, la data scorta di questa merce sarà sempre sufficiente per assicurare i servizi che il denaro fornisce.

Secondo Mises:
"Visto che l'operazione di mercato tende a determinare lo stato finale del potere d'acquisto del denaro ad un'altezza in cui l'offerta e la domanda di denaro coincidono, non ci potrà mai essere eccesso o deficienza di denaro. Ogni individuo e tutti gli individui insieme godono sempre pienamente dei vantaggi che possono scaturire dallo scambio indiretto e dall'uso del denaro, non ha importanza se la quantità totale di denaro è grande o piccola. [...] I servizi che il denaro restituisce non possono essere né migliorati né riparati cambiando l'offerta di denaro. [...] La quantità di denaro disponibile nell'intera economia è sempre sufficiente ad assicurare ad ognuno tutto quelo che il denaro fa e può fare."[3]



Conclusione

Abbiamo mostrato che un puro sistema a gold standard non conduce a cicli economici. Diversamente dagli economisti mainstream suggeriamo che è il tentativo della banca centrale di causare stabilità nei prezzi e piena occupazione che mette in moto la minaccia dei cicli boom-bust.

Il punto di vista mainstream secondo cui durante una depressione economica va bene che la banca centrale pompi denaro in modo da ravvivare l'economia confonde il denaro con il finanziamento.

Stampare denaro non può generare più beni e servizi; può solo redistribuire la ricchezza esistente dai generatori di ricchezza ai possessori di denaro appena creato.

Durante il processo ciò erode il bacino dei finanziamenti reali ed indebolisce l'abilità dei generatori di ricchezza di far crescere l'economia.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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Note

[1] Murray N. Rothbard, "Depressioni Economiche: Loro Causa e Cura," in The Austrian Theory of the Trade Cycle, And Other Essays, (Auburn, AL: Ludwig von Mises Institute, 1983) pp. 61.


[2] Murray N. Rothbard, Man, Economy and State, (Los Angeles: Nash Publishing, 1970) p. 670.


[3] Ludwig von Mises, Human Action: Scholar's Edition, (Auburn, AL: Ludwig von Mises Institute, 1998) pp. 418.


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4 commenti:

  1. Ciao Johnny e buon inizio settimana

    Ho scoperto da poco che "Il mago di Oz" è un'allegoria della politica monetaria americana alla fine del 1800.
    Oz starebbe per Ounce of Gold e tutto il racconto abbonderebbe di riferimenti in favore al bimetallismo. Che però mi pare fosse una complicazione del sistema aureo. E' così?

    Comunque interessante come riferimenti alla politica monetaria siano presenti fin nella fiaba americana più popolare, mentre da noi è solo materia di studio universitaria o al più negli istituti tecnici commerciali.

    Nelle nostre fiabe si parla, al massimo, di albero della Cuccagna ...

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  2. Ciao Alberto. Per me il lunedi è sempre una tragedia, però accolgo con speranza il tuo auspicio :)

    Questa cosa del Mago di Oz non la sapevo (anche perchè nemmeno ho letto il libro, ne visto il film; lo conosco solo per conoscenza acquisita), ed infatti questa curiosità è una di quelle cose che si tiene sotto gli occhi tutti i giorni però non si nota mai. A volte i dettagli sono micidiali.

    Una delle ultime "favole" che ho letto, invece, è stata questa:

    http://it.wikipedia.org/wiki/La_favola_delle_api

    Per quanto riguarda il bimetallismo, mi riserbo il dovere di risponderti domani; ho già pronto l'articolo adatto ;)

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  3. Commento qui anche se relativo ad un discorso generato altrove, ma questa frase "Nel libero mercato il prezzo del denaro è determinato dalla domanda e dall'offerta, proprio come il prezzo di altri beni. Di conseguenza se c'è meno denaro, il suo tasso di cambio aumenterà. Diversamente il tasso di cambio calerà quando c'è più denaro." non conferma quanto ho detto e cioè che in teoria, un oncia d'oro cambia il suo potere d'acquisto di beni, in base alla crescita economica? pertanto questo non è in contraddizione con il tuo esempio delle pagnotte di nabucodonosor? Grazie, ciao

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  4. Dipende. Nel mio esempio, perdona la mia imprecisione iniziale, non ho aggiunto qualche altro parametro in più; presupponevo infatti una data offerta di beni (pane) in base ad un'offerta stabile di moneta (oro). Mentre se viene perturbato l'equilibrio dei primi l'oro comprerà più/meno pagnotte, se viene perturbato l'equilibrio del secondo l'oro comprerà in generale più/meno beni.

    Questo vuol dire che se l'economia è in crescita bisogna sempre considerare la domanda/offerta dei prodotti per determinare il prezzo dei prodotti specifici, mentre bisognerà vedere la domanda/offerta d'oro per determinare il suo potere d'acquisto. Visto che a lungo andare l'offerta d'oro tende a stabilizzarsi, nel mio esempio era presupposto che entrambii parametri fossero in equilibrio.

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