giovedì 20 gennaio 2011

Giappone s.p.a.

Come sottolineavo ieri, gli investimenti privati per una stabilità futura sono una delle maggiori preoccupazioni di una persona; ma bisogna stare attenti a dove si puntano gli occhi. Investire in titoli di un paese non sempre è una buona idea e ciò è dimostrato anche dalla fine che ha fatto l'economia del Giappone. Ogni tanto Krugman la "rispolvera" per sostenere le sue tesi, minacciando il rischio di una stagnazione se il governo non procedesse ad azioni di "stimolo".
E poi è proprio da qui che il governo statunitense ha pescato l'idea del Quantitative Easing. Le "innovazioni". Inoltre ultimamente ho anche una pressante voglia di mangiare sushi, sarà il destino.

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di Gary North


La Giappone s.p.a. è gestita dalle grandi banche per le grandi corporazioni. L'America s.p.a. è gestita dalle grandi corporazioni per le banche. Fate la vostra scelta.

Il Giappone non ha avuto iperinflazione. E nemmeno noi. Ma la avremo? Nelle parole del cantante part-time di Nashville e consigliere finanziario a tempo pieno, Merle Hazard, "Sarà lo Zimbabwe o il Giappone?" Se non avete visto il video di Merle, dovreste vederlo. E' qui.

I giornalisti sono divisi su questo argomento. Oggi è lo scenario del Giappone. I prezzi al consumo sono in ristagno. Il governo federale è mantenuto con un massiccio deficit il quale sta per diventare molto più massiccio, se il Presidente ed il Senato faranno a modo loro.

La Federal Reserve sta giocando il ruolo del contraffattore ufficiale. Sta passando il denaro al Tesoro, o diciamo lo farà. Questo non è lo scenario del Giappone. La Banca del Giappone non ha aumentato la circolazione dello yen facendo aumentare il tasso d'inflazione bruscamente. Questo è il perchè l'inflazione nei prezzi non ha avuto luogo. E nemmeno la deflazione nei prezzi. Per 16 anni, il livello dei prezzi del Giappone è rimasto vicino alla ristagnazione.

Il problema del Giappone è stata la riluttanza delle banche di ammettere che hanno consentito cattivi prestiti nella seconda metà degli anni ottanta. Rifiutano di prendere nota di questi prestiti. Ma rifiutano anche di prestare alle piccole imprese. Quindi c'è stata poca crescita economica. Questa è l'infame sindrome del Giappone o il malessere del Giappone. Non c'è abbastanza capitale per finanziare nuove ed innovative imprese. I bond del governo stanno assorbendo i risparmi delle persone.

La stagnazione dell'economia Giapponese è stato il risultato della bolla degli anni ottanta, seguita in linea di massima dalla paralisi delle banche che usavano qualsiasi profitto per ripagare vecchi prestiti. Ciò ha soffocato l'innovazione in Giappone. Ha protetto le banche.

La borsa, che era a 39,000 alla fine del 1989, è ora intorno a 10,000. E' stata anche a 8,000. Coloro che hanno investito in azioni durante gli anni della bolla, 1985-1989, hanno perso la maggior parte della loro ricchezza. Sono ormai più di due decenni. Non c'è alcun modo per loro di farsi risarcire delle perdite. Il passato è il passato. Si stanno perdendo il futuro.


NESSUNO AVVERTI' GLI INVESTITORI

Ecco la cruda realtà. Per due decenni quei leader con una reale influenza non hanno detto niente di ciò. "Il Giappone sta soffrendo ora di un malessere Giapponese. L'economia della nazione non crescerà tanto. Ci saranno pochi grandi avanzamenti. La Cina rimpiazzerà il Giappone come innovatore vincente".

Nessuno ha detto: "Dovreste mollare le azioni Giapponesi e starne alla larga. Questo mercato non andrà da nessuna parte. Collasserà del 75% e poi vi rimbalzerà intorno per 20 anni". Nessuno ha detto agli investitori Giapponesi che loro non avrebbero avuto alcuna possibilità di ritirarsi comodamente su ogni dividendo dalle azioni Giapponesi.

Gli investitori che sono pronti a ritirarsi vedono che i loro sogni di borsa nel 1989 sono tutti sfumati. Per due decenni i venditori di borsa hanno detto: "Questo mercato si riprenderà". Si sono sbagliati. Questo mercato non si è mai ripreso. Ha languito mentre le due economie più grandi d'Asia sono aumentate nella stessa era.

I sogni di queste persone sono stati distrutti. Si sono fidati del venditore di borsa. Hanno creduto che l'economia Giapponese si sarebbe ripresa dopo il disastro del 1990. Non solo non si è ripresa, è stata colpita di nuovo nel 1998 dal disastro della valuta dell'Asia. Il decennio dei "dovrebbe" – gli anni 2000 – si è trasformato in quello dei "non dovrebbe": una stringa di zeri. Tutto quello che i vecchi investitori devono mostrare per tutto questo è il loro foglio di pensionamento.

La cosa triste su ciò è che queste persone hanno sprecato gli ultimi anni di preparazione al pensionamento. Hanno sperato che le cose si sarebbero aggiustate in tempo. Non è accaduto. Si sono prolungate. Le cose per gli investitori sono state grigie. Ora sono terrorizzati a morte e non non hanno alcun riparo abbastanza di valore per sostenere loro stessi. Che faranno? Non lo sanno. In ogni caso è troppo tardi per fare qualsiasi cosa di costruttivo, oltre che stare nella forza lavoro oppure muoversi con i propri figli. Per la misura delle case in Giappone, ciò è impensabile per gli americani.


CIO' CHE VOGLIONO LE CORPORAZIONI

La Giappone s.p.a. è stata tollerante con le compagnie. Sono sopravvissute. L'economia non è collassata. Inoltre l'assenza di capitale bancario ha impedito a forme innovative e più nuove di diventare una minaccia per le aziende già stabilite. Ciò ha dato alle aziende già stabili un maggiore aggancio sul mercato.

La Giappone s.p.a. è stata una cattiva cosa per lavoratori ed investitori. I lavoratori erano già rinchiusi in un sistema di progresso da anni. Il sistema era burocratico. La nuova economia ha forzato modificazioni nel tradizionale sistema di avanzamento della carriera, ma non abbastanza cambiamenti per cambiarne le basi. L'anzianità conta in Giappone.

Negli USA è accaduto qualcosa del genere nelle grandi corporazioni, ma ciò è cambiato a causa della competizione dall'Asia. Le compagnie ora mostrano una minore fedeltà rispetto a quella mostrata nel 1970.

Le piccole imprese hanno sempre considerato di meno l'anzianità. Una piccola impresa non poteva permettersi pesi morti sulla busta paga. Così esisteva molta meno fedeltà o prevedibilità. L'anzianità del sistema non è lì per proteggere tutti i lavoratori.

Il lavoratore medio negli USA non ha nulla come la tradizione Giapponese che lo protegga. E' una pedina spendibile. Così egli conta più sulla pensione per proteggersi. Il problema è che pochi Americani hanno sifficienti riserve per sopravvivere un decennio con la pensione, per non parlare di due decenni.

Come la prima ondata di Americani su Omaha Beach, i lavoratori negli USA affermano che sopravviveranno. Che andranno in pensione in tempo e vivranno di comfort. Loro non calcolano i numeri attraverso un calcolo sulla pensione. Non lo vogliono sapere in realtà.

Anno dopo anno restano con la loro IRA (Individual Retirement Account, un supplemento personale alla pensione ndt). Seguono la saggezza convenzionale. Ne mettono metà nelle azioni Americane. Comprano pochi fondi esteri. Vedono la loro liberazione in asset denominati in dollari. Vedono i fondi Americani come sicuri. Affermano che, uno di questi giorni, la borsa degli Stati Uniti assomiglierà a quella del Giappone del 1985-1989.

Non è accaduto per un decennio. Tuttavia gli investitori Americani sognano ancora, proprio come sognano gli investitori Giapponesi. Questi ultimi hanno dovuto imparare da due decenni che la borsa non salva nessuno. La storia sembra buona. Ma non si avvera.


ASCOLTANDO LE CHEERLEADER

Pensate al tempo sprecato, 2000-2010: ascoltando la CNBC o altri canali dedicati alla finanza: "Dove sta andando oggi il mercato?" si chiedono. Chi se ne frega?

Gli incrementi dei prezzi al consumo hanno sostituito il 20% del valore dei prezzi del 2000. Questa erosione non ha ridotto la fiducia degli investitori nelle azioni. Il crash del 2008 scosse la fiducia, ma questo scossone non conosce altro rimedio all'instabilità che provocarne un altro. "La prossima volta funzionerà". Non ha funzionato in Giappone. "Ma deve funzionare". Perchè? "Perchè abbiamo bisogno che funzioni". Così hanno agito gli investitori in Giappone, 1999-2010.

Di tanto in tanto vedo un pò del Today Show. Mia moglie lo guarda la mattina mentre si sveglia. Lo guardo per vedere se ci sono novità. Ho letto Google News, quindi so che non c'è alcuna novità. Ma adoro vedere quale sia la storia allegata.

Occasionalmente vedo qualcuno che intervista qualcuno sulla CNBC – probabilmente Erin Burnett. Lei faceva la parte della bella ragazza. Ora fa la parte della ragazza matura attraente. Sto aspettando che ricopra la parte di quella che invecchia, allo stesso modo di Maria. Tuttavia ci dice che gli indicatori di mercato vanno su o giù. La grande storia del mattino è questa o quella. Niente di ciò è importante. Riempie solo il tempo. Dice: "Dovreste essere interessati a ciò". Perchè? "Perchè è qui che giace il vostro futuro". Per la maggior parte degli avventori del Today Show, che non hanno pensioni, il futuro non risiede a Wall Street.

Questo è intrattenimento mattutino. Ma ad un mattino ne segue un altro, e la grande resa dei conti non arriva. Il sogno di una pensione confortevole svanisce, proprio come Miss Burnett farebbe.

Gli investitori Giapponesi non hanno mai realizzato che la Giappone s.p.a. non consegnerà i beni promessi agli investitori. Assume le persone. Sviluppa nuovi prodotti. Perfeziona vecchi prodotti. Investe nella Cina. Investe nella Corea. Ma serve i clienti, non gli investitori.

Ogni economia di libero mercato richiede ciò. Il mercantilismo serve i produttori. La Giappone s.p.a. è anche più mercantilista degli Stati Uniti, ma il cliente è ancora il principe, se non il re. Internamente il vincitore è il cliente piuttosto che l'investitore.

Lo scopo del capitalismo è di diventare un produttore che sa come servire i clienti. Le persone dovrebbero spendere tempo e denaro perseguendo questo scopo. Ma invece guardano gli annunciatori televisivi. "Su o giù oggi?" Chi se ne frega?


CONCLUSIONE

Penso che siamo in uno scenario simile a quello del Giapppone. La promessa della Federal Reserve di aumentare la massa monetaria punta verso una maggiorazione dell'inflazione nei prezzi, ma le nostre banche sono come quelle del Giappone: non prestano. Ciò mantiene l'inflazione nei prezzi al palo.

Ad un certo punto ci muoveremo fuori dal modello Giapponese e verso l'inflazione nei prezzi. Ma ciò non accadrà finchè i banchieri non perdono la loro paura. Non c'è ancora segno di ciò.

I promotori della borsa valori offrono ancora una promessa, ma quella promessa non si è avverata per quasi un decennio. Quando arriveranno i gaudagni di questa promessa? Quando dovranno essere vecchi gli investitori che oggi si preparano al pensionamento? Un sacco vecchi. Ma probabilmente non tanto saggi.

Quando voglio divertirmi, contemplo il portafoglio di pensionamento di Erin Barnett. Lei ed io potremmo andare in pensione nello stesso tempo. Il mio pensionamento sarà molto più economico del suo. Le mie spese immobiliari saranno già coperte: niente via cavo, niente aria condizionata, niente aria. Lei affronterà un maggiore costo della vita, essendo ancora in vita.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


4 commenti:

  1. Sotto riporto una notizia fresca fresca, di oggi. Secondo te come si regolerà il Giappone? E dopo qualche tempo, come procederanno USA e UE?

    Saluti


    Giappone: deficit pubblico rischia di salire a 210 mld euro nel 2020

    Necessarie riforme fiscali Milano, 21 gen - Il deficit pubblico annuale del Giappone potrebbe attestarsi nel 2020 alla somma colossale di 23.200 miliardi di yen (210 miliardi di euro), senza calcolare gli interessi sul debito, se non verranno messe in atto le riforme necessarie. Per questo motivo il governo di centro-sinistra di Naoto Kan si e' impegnato a raggiungere un'eccedenza di budget a partire dall'anno 2020-2021, obiettivo perseguibile solo con nuove regole fiscali.

    Link http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Giappone-deficit-pubblico-rischia-salire-210-mld-euro-2020/21-01-2011/1-A_000168020.shtml

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  2. Scusa Johnny, rileggendo mi rendo conto che non è affatto chiaro quello che intendevo dire.

    Come si regolerà il Giappone è scritto nella nota di agenzia: nuove regole fiscali.

    E sul sito del Sole24Ore leggo il titolo di questo articolo: "Contribuenti pronti a più tasse per servizi migliori"

    Non c'è scampo. Se questo è l'andazzo, pure gli investimenti in beni rifugio vanno a farsi benedire. O no?

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  3. Ciao Alberto. Se ci fai caso il corriere (velatamente) sta suggerendo al Giappone di essere più Austriaco :)

    Credo aia snche logico oltretutto, se in un momento simile le persone non diventano più Austriache siamo spacciati. Come ho scritto anche nell'articolo "Roulette russa", le persone stanno perdendo la fiducia e percepiscono che alcune spese sono ormai insostenibili e devono essere tagliate. Sono fiducioso nella percezione delle cose più che nella comprensione (sia parziale che totale) delle cose.

    Per quanto riguarda il Giappone non ci sarà nulla da fare per il paese, se la Banca del Giappone continuerà ad intervenire mantenendo aperte, inoltre, le pompe del credito; prima o poi dovrà alzare i tassi d'interesse tagliando di netto la spesa e rivalutando (seriamente) la propria moneta, così come lo dovranno fare anche USA (a causa della bolla obbligazionaria che si sta gonfiando) ed UE. Ci sarà una bacarotta (purtroppo "necessaria") è vero, ma più leggera rispetto a quella che ci attende se si continua sulla via monetaria sconsiderata adottata dalla FED e dalla BCE (il riflesso della FED) finora. Staremo a vedere.

    Molto interessante comunque anche il discorso della Cina, la quale sta comprando oro a tutto spiano; inoltre continua a mettere le mani in tutto il mondo (dall'America all'Europa). Chissà cosa accadrebbe se un domani re-introducesse un gold standard...

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  4. Se questo è l'andazzo, pure gli investimenti in beni rifugio vanno a farsi benedire. O no?

    Ho letto la tua replica solo in seguito alla mia risposta. In un certo senso si visto che le persone non avranno il becco di un quattrino per fare investimenti :)

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