sabato 2 aprile 2011

La Crescita Economica Causa l'Inflazione?

Ultimamente il gioco delle tre carte sta sperimentando un boom degli "attenti" spettatori che nonostante (c'è una vocina che glielo ripete) sanno che il gioco è truccato, si fanno trasportare dalla voce suadente di coloro che posseggono il "banco". E poi attoniti ed incazzati se ne vanno con le tasche vuote; non possono fare nulla, nonostante la vocina ripeteva loro di andarsene, sono stati costretti a partecipare al gioco ed hanno perso. Perchè? Perchè hanno partecipato al gioco. Ma perchè hanno perso? Perchè hanno aprtecipato al gioco. Nervosi? Bè lo sono anch'io perchè ricorda molto il mantra dei media mainstream secondo cui "l'inflazione causa l'aumento dei prezzi e l'aumento dei prezzi causa l'inflazione". Delirio. Infatti quando si parla d'inflazione si parla sempre e solo di prezzi, mai di quantità di denaro. Le tre carte girano e non si sa dove si consuma la truffa. Ma questa viene chiamata..."ripresa". Si, "qualcuno" sta ri-prendendo "qualcosa" da voi; all'attento lettore capire chi e cosa.
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di Frank Shostak


Il tasso annuale di crescita delle spese al consumo personali è saltato dal 2,5% di agosto dello scorso anno al 3,8% di questo gennaio.

Il momento di crescita delle entrate personali sono state sospinte fortemente sin da marzo dell'anno scorso.

Anno dopo anno, il tasso di crescita è saltato dal 1,8% di maggio al 4,6% di gennaio.


















Molti economisti e vari commentatori, mentre esprimono soddisfazione per l'economia degli Stati Uniti che inizia a dare segni di miglioramento, stanno anche sollevando preoccupazioni per cui un ulteriore consolidamento dell'economia potrebbe innescare un maggior tasso d'inflazione. Infatti il momento di crescita dell'indice dei prezzi al consumo e dell'indice dei preszzi al consumo senza cibo ed energia mostra un visibile consolidamento. Il tasso annuale di crescita del CPI è rimasto al 1,6% di gennaio contro il 1,1% di giugno dell'anno scorso. Nel frattempo il tasso di crescita del CPI meno cibo ed energia è rimasto al 1% di gennaio contro lo 0,6% di ottobre.


















Molti esperti sono del parere che mentre l'economia guadagna forza la FED dovrà intervenire ad un certo punto ed inasprire il suo atteggiamento in modo da impedire al tasso d'inflazione di andare fuori controllo. Gli esperti, tuttavia, avvertono che ancora non ci troviamo a questo punto. La ragione principale è che il tasso annuale di crescita dell'indice dei prezzi al consumo, ovvero il CPI senza cibo ed energia, è ben al di sotto l'obiettivo del 2%. Secondo gli esperti fintanto che questa sarà la situazione la FED dovrebbe essere preoccupata della deflazione piuttosto che dell'inflazione. Perciò, per il momento, gli esperti assegnano una probabilità molto bassa al fatto che la FED inasprisca presto il suo atteggiamento. Ma perchè la crescita economica sarebbe positivamente associata ad un incremento generale nei prezzi dei beni e servizi?

Esaminiamo come i prezzi in generale potrebbero salire. Il prezzo di un bene è l'ammontare in dollari pagati per unità di questo bene. Rimanendo tutte le cose uguali, un incremento nell'ammontare di dollari nell'economia deve condurre ad un incremento generale nei prezzi dei beni e dei servizi. Ora, quando parliamo di crescita economica vogliamo intendere un incremento nella produzione di beni e servizi, ovvero un'espansione nella ricchezza reale. Ovviamente poi, per un dato ammontare di denaro un incremento nella crescita economica vuol dire una maggiore quantità di beni e servizi, che deve condurre ad un declino e non ad un incremento nei prezzi dei beni e servizi in generale (ora abbiamo più beni per la stessa quantità di dollari).

Questa semplice analisi illustra che un'espansione di ricchezza, che promuove il benessere degli individui, non può allo stesso tempo generare cose cattive come un generale incremento dei prezzi, che mina gli standard di vita delle persone.

Quindi se quello che stiamo dicendo è corretto, perchè stiamo attualmente osservando un rafforzamento nel momento di crescita dei prezzi in contemporanea ad un rafforzamento nel momento di crescita? Suggeriamo che da una prospettiva strettamente empirica il tasso annuale di crescita del CPI senza cibo ed energia sta praticamente seguendo da vicino il tasso annuale di crescita della produzione industriale con un ritardo di 19 mesi. Così da questa relazione possiamo suggerire che il momento di crescita del CPI probabilmente si rafforzerà nettamente nei mesi a venire.




Ma ha senso la correlazione positiva tra il momento di crescita del CPI ed il momento di crescita in ritardo della produzione industriale? Di nuovo, perchè più ricchezza, che solleva gli standard di vita delle persone, genera anche cose cattive come un più alto tasso d'inflazione?

Suggeriamo che la positiva associazione tra l'attività economica e l'inflazione nei prezzi non sia per conto di un'espansione nella ricchezza reale, ma per conto di un'espansione dell'offerta di denaro. La cosidetta crescita economica totale e reale non può essere qualificata in tal modo — non è possibile aggiungere patate a pomodori per ottenere il totale significativo che sarebbe richiesto per calcolare la crescita economica reale. La cosidetta crescita economica è calcolata dal rinnovamento monetario, che è sgonfiato da un discutibile deflatore. Ciò vuol dire che quella che è considerata crescita economica è nient'altro che il tasso di crescita di dati distorti sul rinnovamento monetario.

Secondo il pensiero mainstream, più è forte il pompaggio monetario più sarà forte il ritmo della spesa — e di conseguenza saranno più forti le entrate monetarie e la cosiddetta economia reale. In breve, in questa struttura più denaro vuol dire più spesa e ciò conduce ad una crescita economica più forte.

Contrariamente a questo modo di pensare, più denaro mina solo il processo di generazione reale di ricchezza. Ciò vuol dire che più denaro è una cattiva notizia per la produzione di ricchezza reale.

Di conseguenza più denaro e meno ricchezza si tradurrà in più denaro per unità di bene, ovvero un generale incremento dei prezzi. Da osservare che quello che abbiamo qui è un incremento nel rinnovamento monetario a causa del pompaggio monetario, che è presentato come un rafforzamento della crescita economica reale, ed un incremento nei prezzi in generale a causa del pompaggio monetario. Perciò non c'è da sorprendersi se osserviamo una positiva associazione tra la cosiddetta forte attività economica e l'inflazione nei prezzi. Da notare di nuovo che il cosiddetto rafforzamento dell'attività economica riflette il rafforzamento del pompaggio monetario. Infatti quello che abbiamo qui è una situazione in cui il pompaggio monetario è positivamente associato col rafforzamento dell'inflazione nei prezzi.

Da qui possiamo dedurre che è erroneo suggerire che una crescita economica più forte deve condurre ad un'inflazione nei prezzi più alta. Come abbiamo visto, al contrario, una crescita economica più forte per una data offerta di denaro deve condurre ad una diminuzione nei prezzi. Da osservare che la diminuzione qui è la manifestazione dell'espansione della ricchezza reale. Ciò vuol dire che ogni possessore di dollari può ora avere accesso a più ricchezza reale, ovvero ai beni. Diversamente dal pensiero convenzionale quindi, una diminuzione nei prezzi laddove la ricchezza reale è in ascesa è una buona notizia.

Una diminuzione nei prezzi laddove l'economia è in declino dovrebbe essere considerata come una buona notizia perchè riflette la liquidazione di varie attività legate a bolle che minano il processo di generazione della ricchezza (queste attività legate a bolle che sono emerse sulle spalle di precedenti politiche monetarie accomodanti vanno sotto pressione come risultato di una caduta nel momento di crescita del denaro).

Possiamo quindi concludere che la cosiddetta associazione empirica positiva tra la crescita economica e l'inflazione nei prezzi, che è etichettata come la curva di Phillips ed è considerata da quasi tutti gli economisti come una legge naturale al pari della legge di gravità, è un concetto fuorviante. Tutto ciò che descrive è il fatto che la variazione nel tasso di crescita dell'offerta di denaro deve risultare in una variazione nei prezzi dei beni e servizi nel tempo. Ora, fintanto che il macchinario della generazione di ricchezza è ancora funzionante, i dirigenti della FED possono farla franca con l'illusione che loro possono governare l'economia monitorando la curva di Phillips.

Tuttavia una volta che il macchinario di generazione di ricchezza è gravemente danneggiato a causa della sfrenata manomissione (le sue "politiche fiscali controcicliche/anticongiunturali"), l'illusione che la FED possa aiutare l'economia cade in pezzi e l'economia affonda profondamente in un buco nero. Qualsiasi tentativo da parte della FED di ripristinare l'economia attraverso il massiccio pompaggio rende solo le cose peggiori. Inoltre troviamo straordinario che i funzionari della FED continuino a spingere il denaro su una massiccia scala ed allo stesso tempo provano a rassicurare la gente che loro stanno combattendo l'inflazione.


Conclusione

Molti economisti, mentre esprimono soddisfazione per la possibile entrata dell'economia degli Stati Uniti in una fase d'espansione economica autosufficiente, sono anche preoccupati che un ulteriore rafforzamento dell'economia potrebbe innescare un più alto tasso d'inflazione. Molti esperti sono del parere che mentre l'economia guadagna forza la FED dovrà intervenire ad un certo punto ed adottare un atteggiamento più serrato in modo da contrastare l'inflazione. Suggeriamo che sia dicutibile che una vera crescita economica possa condurre ad una generale inflazione nei prezzi.

Inoltre sosteniamo che l'associazione positiva tra l'attività economica e l'inflazione nei prezzi non è per conto di un'espansione della ricchezza reale, bensì deriva come risposta all'espansione dell'offerta di denaro. Sosteniamo che, contrariamente al pensiero popolare, il recente rafforzamento in alcuni dati chiave dell'economia degli Stati Uniti come l'occupazione non riflette il rafforzamento economico, ma è semplicemente una risposta al rafforzamento di attività legate a bolle che stanno mettendo in movimento un altro bust economico.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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