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di Alasdair Macleod
All'interno della zona euro c'è grande nervosismo. Ad un estremo ci sono i costi punitivi di indebitamento della Grecia, di Cipro, del Portogallo, dell'Irlanda, della Spagna e dell'Italia, dall'altra ci sono i tassi di interesse pari a zero o negativi della Germania, dei Paesi Bassi e della Finlandia. Senza dubbio il primo gruppo genera il secondo poiché gli investitori in cattività nell'euro devono comprare titoli di stato, e questo requisito viene incanalato verso la sicurezza ed al riparo dai rischi.
Questo è l'opposto della convergenza che era intesa alla base della creazione dell'euro. L'euro stesso, come si può vedere dal grafico qui sotto, non sembra più tanto in salute, e sicuramente questa non è una coincidenza. Inoltre, se rompe il livello di 1.2000 rispetto al dollaro USA, il grafico risulterà davvero pessimo.
Il potenziale punto debole dell'euro, che sul grafico viene suggerito dal fatto che c'è uno scarso supporto visibile al di sopra del livello $0.80 una volta che viene rotta la soglia di $1.2000, sottolinea che le attuali difficoltà della zona euro potrebbero iniziare ad avere un grave effetto sulla valuta. È dunque tempo di pensare allo stesso euro.
Lanciato nel Gennaio del 1999, i membri originali della zona euro ammorbidirono le regole di ingresso per soddisfare i requisiti d'entrata in base ai deficit di bilancio ed al livello del debito pubblico. Questo non è stato un inizio di buon auspicio, ma hey, i governi ammorbidiscono sempre le regole, non è vero? La Grecia si è quindi unita due anni più tardi, e avrebbe avuto una grave crisi di finanziamento se non l'avesse fatto. Si trattava ora di ammorbidire le regole ad un nuovo livello.
Seguì quello che l'economista Philipp Bagus giustamente ha chiamato la tragedia dei beni comuni. I membri della zona euro, che da soli avrebbero avuto difficoltà di accesso al credito, utilizzarono i bassi tassi di interesse della Germania per prendere in prestito, ancora e ancora. Questo non fu un problema fino a quando non arrivò la crisi finanziaria del 2008, quando l'indebitamento divenne progressivamente più difficile e comparve lo spettro dell'insolvenza.
Questi sono i sostenitori dell'euro. Su una regola approssimativa, misurata dagli impegni a sostegno dello European Financial Stability Facility, il 41% dei sostenitori dell'euro ha chiesto, o è probabile che chiederà, un salvataggio di se stessi. Questo ci riporta allo stesso euro, una moneta fiat che dipende per il suo valore dalle promesse del governo.
La differenza tra questa moneta fiat e tutte le altre è che non esiste un singolo governo a sua garanzia. Hanno delegato ogni aspetto della moneta alla Banca Centrale Europea, il cui bilancio è sempre più precario. Normalmente questo non avrebbe importanza, perché i mercati si consolerebbero del fatto che un singolo governo potrebbe sostenerla grazie ai suoi poteri di imposizione fiscale. In questo caso abbiamo 17 governi, alcuni dei quali insolventi, ed i governi solventi sono riluttanti a sottoscrivere il tutto. E uno dei governi solventi, la Finlandia, è molto probabile che abbandonerà la nave-euro che affonda: la Finlandia è in primo luogo Scandinava, e solo in secondo luogo Europea. Partecipa ai salvataggi solo se ottiene garanzie extra. E' improbabile che rimarrà impegnata nel progetto della zona euro se continuerà a deteriorarsi.
Non c'è nessuna promessa di un governo identificabile a sostegno dell'euro e della BCE. Questo potrebbe molto presto iniziare a pesare, ed è per questo che il livello USD1.2000 dovrebbe essere monitorato. E se questo accade, i tassi di interesse della Germania, dell'Olanda e della Finlandia saranno destinati a salire in territorio positivo.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli


4 commenti:
Draghi stampa. L'oro dovrebbe salire invece per ora discende. Probabilmente è l'oro finanziario a scendere, ma quello fisico proteggerà nel medio lungo termine.
Ma la Germania accetterà l'inflazione e la monetizzazione del debito pubblico dei maiali?
Ciao Anonimo.
Se penso a come hanno manipolato alla grande il LIBOR rabbrividisco a quello che hanno potuto e possono fare all'oro. Ma è una storia che non sentiremo molto presto.
Non credo che accetterà, lo schiaffo degli ultimi downgrade mette ulteriori pressioni alla Germania affinché spinga sulla strade della vera austerità i PIIGS. L'Irlanda pare ascoltare gli altri no. Soprattutto la Francia. Non credo però che la Germania lascerà l'euro, è infognata per bene a causa dei debiti del TARGET2.
Alla fine, nonostante dica "no, no" accetterà anch'essa un ruolo più attivo da parte della BCE.
Sono un profano. Ma guardando l'andamento del grafico oro in oncia per dollaro mi pare di notare una somiglianza tra le curve 2008-9 e quelle dell' ultimo anno. C'è una manipolazione più forte nell' anno delle presidenziali USA?
Ciao Anonimo.
Inizialmente volevo risponderti qui, però poi ho considerato quello che potrei esprimere sullo stesso argomento attraverso un articolo ad hoc. La settimana prossima.
Stay tuned.
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