venerdì 20 luglio 2012

La solita vecchia strada: Keynesismo d'accatto










Ricevo e pubblico volentieri questa eccellente critica di Moreno all'articolo "Cinque proposte per un'altra strada per l'Europa."












di Moreno Mazzon (progettomayhem)


Cercherò di essere il più esauriente possibile.

1. Per affrontare la drammatica accelerazione della crisi finanziaria europea – segnata dall'interazione tra crisi bancaria e crisi del debito pubblico – la Banca centrale europea deve agire immediatamente in qualità di prestatore di ultima istanza per i titoli di Stato.

Sonora Bestemmia 1.0
Sonora Bestemmia 2.0
A parte che lo si sta già facendo, i meccanismi ESM e Target2 servono praticamente per far si che la BCE continui a pompare denaro in cambio dei famigerati "titoli", salvando di fatto il culo ai governi che non possono sostenere il roll-over.

La banca centrale europea è GIA' la prestatrice di ultima istanza.
Quando a dicembre hanno pompato 1000 miliardi nel circuito bancario, hanno salvato si le banche cariche di asset tossici, ma quello che non ci hanno detto è che buona parte degli "asset tossici" sono proprio i titoli di stato.
Fra le altre cose, in quell'operazione è stato mantenuto il segreto delle trattative, perciò non si sa quanti titoli italiani, spagnoli o grechi la BCE abbia effettivamente scambiato con valuta fresca di stampa.

Ma facciamo finta che non sia così e che la BCE sia effettivamente "indipendente" e che non stia finanziando le porcate dei governi mediterranei.
Con una proposta simile, viene a mancare il deterrente del tasso di interesse sui titoli, in quanto il governo saprebbe benissimo che zio Mario sarebbe pronto a premere il tasto PRINT, con l'ovvio risultato che la "spesa pubblica" non venga mantenuta sotto controllo. Anzi, avverrebbe proprio il contrario: i governi allargherebbero i loro deficit e la BCE andrebbe avanti a pompare denaro nel sistema fino a svilire la valuta comunitaria. A quel punto sarebbe più facile che sia proprio la Germania ad abbandonare la zona euro, in quanto le politiche scellerate dei governi periferici influirebbero sul potere di acquisto della popolazione tedesca e ovviamente il governo teutonico dovrebbe coprire i buchi generati dagli altri.

Il problema del debito pubblico va risolto con una responsabilità comune dell'eurozona, attraverso meccanismi istituzionali che possano essere introdotti immediatamente; il debito va sottoposto a una valutazione e un “audit” pubblico.

Ma perchè mai?
Se il debito lo fa l'Italia, perchè gli altri paesi devono venirci in soccorso?
Allora l'equazione "UE = Unione dei Trasferimenti" è verità.

Chi fa il debito deve PAGARE.
Altro che balle. L'unica vera alternativa è VIETARE di fatto la possibilità del governo di creare deficit.

Mi sfugge la "valutazione e l'audit pubblico"... cosa significa, esattamente?

2. È necessario un radicale ridimensionamento della finanza, con l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie,

Ma tu guarda, una proposta simile alla Tobin Tax.
E' da 12 anni che mi rompono i coglioni con la "tassa globale" e sembra proprio che ci stanno per arrivare.
Questa iniziativa spianerà la strada al prelievo fiscale coatto da parte dell'UE, o peggio, dell'ONU.

Immagino il ruolo di World Bank e FMI nel quadretto.
Potrei tediarti con le storielle sul World Heritage e le privatizzazioni fatte in Africa dalle allegre ONG dell'ONU, ma il post arriverebbe in Cina, perciò evito.

limiti alla finanza speculativa e ai movimenti di capitali

Questo non significa nulla.
Lo speculatore è anche quello che acquista merci da una parte a minor prezzo per battere la concorrenza da un'altra parte, con beneficio per il consumatore.
Ho ben inteso dove vanno a parare, quando parlano di "speculatori"...
Lo "speculatore" è anche il tizio che va a fare benzina in Slovenia per pagarla di meno.
Sarebbe ora di capire che cosa sia, lo "speculatore".

Se poi parliamo di Soros, del Quantum Fund e compagnia bella, allora il discorso cambia, quelli non sono speculatori, ma manipolatori, cosa leggermente diversa.

e con un'estensione del controllo sociale, in particolare sulle banche che ricevono salvataggi pubblici.

Quale ente sarebbe preposto e quali sono le direttive per il "controllo sociale"?
A forza di parlare sempre delle stesse cose, prima o poi qualcuno si degnerà anche di spiegarmi cosa si vuole intendere per "controllo sociale"?

Sembra una bella cosa, ma immagino come possano venir manipolati i sensi dei termini per proporre qualcosa di meno simpatico.

Il sistema finanziario dovrebbe essere trasformato in modo tale da sostenere investimenti produttivi sostenibili da un punto di vista sociale ed ambientale.

Volete dire che possiamo piantarla con gli incentivi, le quote, i soldi di carta stampati a piacere, i tassi di interessi decisi tirando i dadi e tutte le altre ingerenze delle istituzioni nel mercato ?
Giammai, questi chiedono "più interventi", maggiore controllo e quant'altro.

Mi si spiega perchè mai un aumento dell'interventismo dovrebbe generare benessere, quando i pianificatori centrali non ne azzeccano una nemmeno a implorarli?

3. È necessario rovesciare le politiche di austerità in tutti i paesi d’Europa

Ma dove, ma dove, ma dove sono le "politiche di austerità", visto che TUTTI i paesi dell'UE hanno aumentato la spesa pubblica?
Mi pigliano per il culo?
Non basta dire "austerità" per convincermi che lo Stato spende di meno.
Io prendo il bilancio e mi rovescio dalle risate, quando parlano di "austerità".
Esempio pratico dell'ultim'ora... tutti esultano per il taglio di 10000 dipendenti pubblici, peccato che la scorsa settimana la Regione Sicilia ha assunto 24000 persone... Mentre parlano di "austerità" non hanno tagliato nessuna spesa, hanno tagliato, bada bene, un *aumento di spesa*, che vuol dire tutta un'altra cosa.
Ti dicono: nel 2011 abbiamo speso 100, quest'anno volevamo spendere 120 ma tagliamo la spesa e ne spendiamo *solo* 110.
A casa mia, la spesa è aumentata lo stesso, di 10. Nel frattempo, si alzano le tasse, si mettono pesantemente le mani in tasca al ceto medio e si passa infine al massacro degli artigiani, tramite anche il terrorismo sugli "evasori", creando ad arte tensioni stile "dipendenti VS liberi professionisti", dove adesso puoi anche trovare quelli che denunciano il pizzaiolo che non batte lo scontrino.

Ci facciamo la guerra dei poveri mentre ci prendono per il culo con la "spending review"...

Detto questo, le politiche di austerità (quelle vere) servono per mantenere la spesa dei governi sotto un certo tetto, cosa che mi sembra tutt'altro che negativa.

e rivedere i termini dei Memorandum imposti ai paesi che hanno richiesto “aiuti d’emergenza” dall’Unione europea, a cominciare dalla Grecia;

"Rivedere" come?
Parliamo della stessa Grecia che ha assunto 70mila dipendenti pubblici negli ultimi tempi, in barba agli accordi con FMI e UE?
Parliamo della Grecia che ha più dipendenti pubblici che persone impiegate nel privato?
Sonora Bestemmia 3.0
Che falliscano senza rompere i coglioni, potevano pensarci prima, altro che ritoccare i conti con Goldman Sachs.
Se spendi più di quanto incassi, chiudi, fallisci, sei in bancarotta.
Perchè si deve "salvarli"?
Perchè l'ortofrutta sotto casa non gode dello stesso trattamento?

i pericolosi vincoli del “Patto fiscale” vanno eliminati in modo che i governi possano tutelare la spesa pubblica, il welfare e i salari,

  1. "Tutelare la spesa pubblica" significa aumentare la spesa. Sonora Bestemmia 4.0

  2. Il "welfare state" non può funzionare per definizione, non può un team di tecnici sapere come andrà l'andamento di mercato e stabilire quindi un calcolo economico per erogare i servizi su larga scala. E' lo stesso motivo per cui una catastrofe diventa un ottimo affare per il PIL. Un terremoto muove soldi pubblici, quindi fanno tutti una gran festa, perchè più spesa significa più PIL, anche se la popolazione subisce, in tutti i sensi, un impoverimento. Non avendolo calcolato (non si può prevedere) il disastro, non hanno inserito quelle particolari cifre nella "proiezione" dell'andamento del PIL. Come possono sapere come andrà l'annata dei crimini, dei malati, dell'educazione e via dicendo? Al più sospettoso dovrebbe sorgere un dubbio: avendo lo Stato un monopolio su tutti questi settori e potendo decidere le "leggi" o i "programmi" da seguire, non è che possono variare l'andamento a tavolino tramite ingegneria sociale a forza di decreti, leggi, "collaborazioni" fra istituzioni e via dicendo? Non la penso così, ma di fatto possiedono anche le armi per farlo, non parliamo di estremismi, succede qui, oggi, adesso.

  3. Aumentare i salari provoca un effetto devastante. Gravi su una parte della popolazione che non riceve l'aumento, generando inflazione dei prezzi nei settori (e nei relativi prodotti/servizi in vendita al pubblico) dove invece l'aumento è stato imposto. Dico "imposto" non a caso. Il CCNL ad esempio, è una bestemmia perchè il lavoratore del Friuli non possiede le stesse condizioni di vita del siciliano medio, ergo avere un contratto uguale a Udine e a Palermo è una solenne minchiata. Perchè non si lascia ai privati la possibilità di contrattare? Paura della concorrenza fra lavoratori, o è sempre colpa dell'imprenditore cattivo che sfrutta il proletariato? Mistero... Però andiamo in piazza a belare di avere "più soldi"... Notare: si chiede "più soldi"; non "più servizi", segno che probabilmente proprio fuori di testa non siamo ancora andati (ma è questione di tempo, Sonora Bestemmia 5.0)

mentre l'Europa deve assumere un ruolo maggiore per stimolare la domanda,

Leggi: creare deficit e massacrare il mercato a forza di incentivi e credito al consumo.
Non è che forse sono questi i motivi per cui ora siamo nella merda?

No?
Allora "daje Mario", copri i buchi dei nostri sporchi governi e stampa una tonnellata di carta straccia!
Fate giochini nella finanza affinché questi soldi non arrivino mai ai redditi reali (tanto fallirete nell'intento, i soldi vanno dove vogliono) così da non provocare inflazione.
Banche, spacciate credito assieme al vento, così Pedro potrà andare in vacanza in Polinesia con il credito al consumo!

Pedro> Fico!

Ed il tutto coordinato dalla politica monetaria, attraverso la quale si vuole arrivare ad una "unione politica".

Le risate.

Qui hanno messo il carro davanti ai buoi, e noi si chiede loro di acquisire maggior potere. Non so se son pazzi più loro o noi.

promuovere la piena occupazione e avviare uno sviluppo equo e sostenibile.

Belle parole dei nuovi comunisti: "equo e sostenibile" è l'ennesimo modo variopinto di nascondere le parole "redistribuzione e leggi". Andassero a fanculo in Zimbabwe, a farmi vedere come ci si "sviluppa in modo equo e sostenibile"...

Ah, fra le altre cose, il Global Warming è una delle ennesime balle della nostra cricca di "esperti" (corrotti quanto basta)... Lo ammette lo stesso Lovelock, "le temperature non si sono alzate come ci aspettavamo" e il Guardian ha da poco pubblicato un'allegra sputtanata: hanno scoperto che c'erano movimenti di soldi fra un ente preposto al controllo dei dati e allo stesso tempo una falsificazione di quest'ultimi...

Ed io mi dovrei fidare di dare in mano le scelte a questa gente, scelte che influenzano la vita di milioni e milioni di persone. Serve cooperazione, non pianificazione dei miei stivali.
Serve agire e coordinarsi, non sbattere soldi pubblici in studi (magari falsati) e imporre leggi e risorse di conseguenza, in modo da uniformare il mondo (vedi Kyoto, quanti soldi ha mosso il "protocollo per l'ambiente", mentre gli stati si scambiano le quote per inquinare e Cina e India son esentate dal progetto? Devo ridere o piangere?)?

Le politiche europee devono inoltre portare all'armonizzazione fiscale,

BUM! Centralizzare la raccolta delle tasse? Ma non è proprio quello che vogliono "alcuni loschi personaggi" del teatrino? Si è d'accordo con Van Rompuy, quindi?
Fisco europeo, anagrafe europea, ottimo.
Basta unire le anagrafi che stanno nascendo e, indovina un pò?
Fisco mondiale.

Vogliamo farli andare in gol o vogliamo semplicemente non scendere in campo?

Se da qui a Roma i soldi si perdono in idiozie, fino a Bruxelles che cazzo succede?

mettere fine alla concorrenza tra stati e spostare l’imposizione fiscale dal lavoro ai profitti e alla ricchezza.

Così la gente lavora di meno. Più guadagno, più mi tassi.
Esempio: l'effetto della tassazione sugli straordinari... Succede che se sfori il tetto di ore stabilito ti mangiano in tasse più della metà delle ore che hai fatto. Effetto: o ti metti d'accordo in "nero" (e fotti il governo porco e laido), oppure cessi di farti tutte quelle ore, conseguenza: minor produttività (ma non per scelta del lavoratore, ma per una condizione "ambientale" [rido]).

Il lavoro e la contrattazione collettiva devono essere difesi;

Ma a me che me ne frega di contrattare il contratto per un olandese?
Saran ben cazzi suoi che cosa vorrà dal suo datore di lavoro, non ti pare?

i diritti del lavoro sono parte essenziale dei diritti democratici in Europa.

I "diritti del lavoro" parte essenziale dei "diritti democratici"?
Hai mai letto il trattato di Velsen?
Quello di Lisbona?
E la carta dei diritti dell'ONU, quella dove si dice che TU sei libero fino a quando non lo decidono loro?
Fra i "diritti del lavoro" troviamo anche il "diritto al lavoro"?
Ah, no, certo, quello lo si dà per scontato, peccato che se uno ha un diritto, qualcun'altro avrà un "dovere".
Non vorremo mica mettere in mano a questi cialtroni la possibilità di obbligare un privato ad assumere o peggio ad assumere i disoccupati nel settore pubblico e similari?
Piano, piano, per carità...

4. Un “new deal verde” può rappresentare la via d'uscita dalla recessione in Europa con grandi investimenti per una transizione ecologica verso la sostenibilità, creando nuovi posti di lavoro di qualità, ampliando le capacità produttive in settori innovativi e allargando le possibilità di politiche nuove a livello locale, in modo particolare sui beni pubblici.

Leggi: incentivi
Notare: manca la definizione di "lavoro di qualità". Qualità per chi? Per quello che lavora o per il tipo di impiego?
Non vorrei trovarmi di fronte alla solita scarica di "esperti" che cianciano su chissàcosacazzosiinventeranno...

5. La democrazia deve essere estesa a tutti i livelli in Europa; l'Unione europea va riformata e la concentrazione di potere nelle mani degli Stati più potenti – così come si è realizzata con la crisi – va rovesciata.

Perchè mai? Rovesciare?
Stanno mica dicendo che la Grecia dovrebbe detenere qualche potere influente sugli stati dell'UE?
Per quale merito?
Perchè la Germania non dovrebbe essere in condizioni di privilegio, visto l'andamento dei suoi conti (vista in ottica politica)?

L'obiettivo è una maggiore partecipazione dei cittadini, un ruolo più incisivo del Parlamento europeo e un controllo democratico molto più significativo sulle decisioni chiave.
Le prossime elezioni europee del 2014 devono rappresentare un'opportunità per compiere scelte tra proposte alternative per l'Europa all'interno e trasversalmente gli Stati membri dell'Unione.

Per "ruolo più incisivo nel Parlamento Europeo" intendono *buttarlo giù* o occupare altre poltrone (indovina chi paga)?
Partecipazione dei cittadini stile "democrazia diretta", magari, così il fesso con la cultura di Emilio Fede andrà a votare sulle staminali, o sulla politica monetaria da seguire... Speriamo solo non abbia visto Barnard di recente o son cazzi.

Di fronte al rischio di un collasso dell’Europa, le politiche europee devono cambiare strada e un'alleanza tra società civile, sindacati, movimenti sociali e forze politiche progressiste – in particolare nel Parlamento europeo – è necessaria per portare l'Europa fuori dalla crisi prodotta da neoliberalismo e finanza, e verso una vera democrazia.

Ovvio, dobbiamo ripensare a tante cose, ma il governo ha dimostrato ampiamente di non essere in grado di pensare nemmeno all'immondizia.
Il "neo-liberalismo" cos'è, esattamente?
Quale definizione si intende, qui?


9 commenti:

  1. Questo articolo oltre a sorrisi sarcastici qua e la mi fa sorgere un sacco di domande. Perche` effettivamente si criticano, molte volte a ragione, situazione esistenti senza pero` dare risposte diverse da "ci pensera` il mercato" anche contraddicendo le prove empiriche del fallimento.

    Chi sarebbero i privati intesi in questa frase? I singoli lavoratori? "Perchè non si lascia ai privati la possibilità di contrattare?"

    Uno speculatore andrebbe in slovenia a comprar la benzina e poi tornerebbe a rivenderla in italia, finche` in italia i prezzi non si allineassero a quelle della slovenia.

    Cosa comporterebbe una catastrofe in un economia non statalizzata?

    Come il mercato ha intenzione di sostituirsi al welfare state?

    E poi c'e` l'utopia massima "la cooperazione", no veramente, a parte le critiche, rimane ben poco di sensato.

    +ore = +Produttivita`?

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  2. Ciao Gost, spero di rispondere con la doverosa accuratezza che chiedi.

    si criticano, molte volte a ragione, situazioni esistenti senza pero` dare risposte diverse da "ci pensera` il mercato" anche contraddicendo le prove empiriche del fallimento.

    non credo che ci sia contraddizione, o meglio, non la vedo, personalmente.
    magari spiegami in dettaglio cosa intendi...

    hai ragione ad affermare che nello scritto non ci sono "soluzioni chiare", ma non è l'obiettivo della critica.
    questo pezzo (noterai che sembra che io parli con qualcuno) è nato da una richiesta da parte di un mio amico di commentare l'articolo europeista.
    sopratutto smentire certe uscite come quella dell'austerity.

    ovviamente rispondere "il mercato offrirà la soluzione" in ogni ambito è quantomeno da burloni.
    devo anche ammettere che mentre per certi servizi riesco ad identificare i processi del mercato, per altri non saprei rispondere con la dovuta pignoleria.

    se ti va, possiamo sempre affrontare una tematica alla volta, per mia fortuna ci sono stati autori più qualificati di me che hanno scritto spesso in merito.

    anche in questo blog che mi ha gentilmente ospitato puoi trovare alcuni spunti di ragionamento nella direzione "come lavora il mercato".

    Chi sarebbero i privati intesi in questa frase? I singoli lavoratori? "Perchè non si lascia ai privati la possibilità di contrattare?"

    I lavoratori dipendenti.
    Nel mio caso, il compenso per il mio lavoro deriva da una trattativa privata fra me e il mio datore di lavoro ed esula il CCNL.

    Che poi certe condizioni del mio contratto facciano schifo (es. non ho le ferie pagate), ciò non significa che io non sia più soddisfatto di ciò che mi offre il CCNL di categoria (altrimenti lo avrei intrapreso).

    Non mi spaventa il fatto che nella comitiva con la quale lavoro ci siano extracomunitari che "lavorano per qualsiasi cifra" (mi raccontavano nelle favole a scuola)
    perchè so di avere determinate qualifiche.

    Questo per dire che, volendo essere pignoli, la concorrenza effettiva fra lavoratori porta l'individuo a migliorare le sue prestazioni in virtù del compenso pattuito.

    Una cosa che trovo indecente, per esempio, è non istituire il concetto di "target" e "premio" in quasi tutti gli ambiti lavorativi.

    Uno speculatore andrebbe in slovenia a comprar la benzina e poi tornerebbe a rivenderla in italia, finche` in italia i prezzi non si allineassero a quelle della slovenia.

    Devo effettivamente fare ammenda.
    Il ruolo dello speculatore è più vicino a ciò che descrivi tu.
    Nel mio esempio semplicistico, volevo far notare che anche un comportamento giornaliero (dalle nostre parti) è innescato dallo stesso principio.

    Pagare di meno.
    (cosa che non dovrebbe essere per forza vista in modo negativo, invece i media propongono la categoria degli "speculatori" come gentaglia avida che manda in rovina le nazioni... suvvia...)

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  3. Cosa comporterebbe una catastrofe in un economia non statalizzata?

    Comporterebbe le medesime cose che comporta oggi. Impoverimento, impiego di risorse per ricostruzioni piuttosto che per costruzioni nuove, movimentazioni di volontari, professionisti e artigiani per coordinare i lavori etc etc...

    Un esempio lampante di come la libera cooperazione umana (punto in cui mi critichi anche più avanti) possa portare dei vantaggi la trovi qui :

    http://www.youtube.com/watch?v=ZBh4EKPQIlc

    Come il mercato ha intenzione di sostituirsi al welfare state?

    Contro domanda : il mercato non offre servizi di sorta?

    Nella mia città è nato un centro che fa prelievi e analisi.
    Non ti fanno pagare i 10 euro di tassa imposta dal governo perchè, appunto, loro sono privati.

    Risultato : hanno la fila alla porta.

    Perchè il "mercato" non dovrebbe essere in grado di fornire sicurezza, sanità e istruzione, volendo fare gli esempi più eclatanti del concetto di "welfare state"?

    Ti sei mai chiesto come faccia la Samsung a sapere quanti televisori può vendere durante un anno e di conseguenza continuare ad operare nel mercato senza fallire miseramente?

    Perchè se si può tenere in piedi una multinazionale nel mercato hi-tech (dove per dire "A" devi sbattere qualche miliardo sul tavolo e i prodotti sono "deperibili" peggio che all'ortofrutta) non si può pensare che il settore "privato" possa effettivamente portare benefici al consumatore?

    E poi c'e` l'utopia massima "la cooperazione", no veramente, a parte le critiche, rimane ben poco di sensato.

    Dici utopia?
    La chiamo intraprendenza :

    http://www.economicsjunkie.com/private-citizens-perform-4-million-road-repair-job-for-free-in-8-days/

    Oggi, in Italia, con lo Stato a proteggerci, siamo qui :

    http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/463275/

    e ti giuro che la strada che mi porta al lavoro ogni santa mattina non è uno spettacolo.

    +ore = +Produttivita`?

    non capisco questa domanda...
    mi sembra ovvio che maggiori saranno le ore impiegate a lavorare, maggiore sarà la tua produttività.

    se poi vuoi usare sottigliezze e magari tirare fuori gli esempi di sprechi di risorse, di fancazzismo e di gente che si imbosca invece di lavorare in ambito privato... direi che nel pubblico le cose non vanno molto meglio ;-)

    buona serata!

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  4. Comincio dal fondo, spero di riuscire a ribattere a tutti i punti:
    La produttivita` si misura in produzione per unita` di tempo. La produttivita` aumenta solo se a parita` di ore lavorate aumenta la produzione.

    Chiamo la cooperazione utopia perche`, per quanto credo fosse uno psicopatico, leo strauss rese abbastanza chiaro il concetto per cui c'e` cooperazione solo nel caso di una minaccia esterna comune.

    Il mercato rende ottimamente i servizi, quando all'ottimo servizio coincide il profitto massimo. Lo possiamo vedere per esempio nell'industria farmaceutica, il massimo profitto coincide con un controllo delle malattie e dei sintomi, debellare le malattie e` assolutamente antieconomico.
    Penso che al di la` dei problemi prettamente economici, ci siano grossi problemi di natura morale nel perseguire un profitto nella ricerca del benessere degli individui.

    Il risultato di una catastrofe e` un reindirizzamento delle risorse o un assorbimento dei risparmi privati. Questo vuol dire che chi non ha risparmi e` morto, evito di dare importanza alle persone in relazione alla capacita` di monetizzare il proprio talento.

    Credimi, io ho un'azienda, in russia, dove non ci sono un granche` di diritti. Anche in questo momento di crescita al 6-8%, i lavoratori hanno ben poca capacita` contrattuale. Non vorrei essere nei loro panni appena il petrolio scendera` sotto i 50 dollari. In realta` non vorrei essere nemmeno nei miei di panni.

    Anche le grandi imprese, con tutte le loro capacita`, non sono in grado di prevedere il futuro. Se fosse come dici tu allora l'IBM sarebbe l'unico produttore di computer e la Nokia leader negli smartphone. Se un ospedale sbaglia le conseguenze non sono le stesse.

    RispondiElimina
  5. "Anche le grandi imprese, con tutte le loro capacita`, non sono in grado di prevedere il futuro. Se fosse come dici tu allora l'IBM sarebbe l'unico produttore di computer e la Nokia leader negli smartphone. Se un ospedale sbaglia le conseguenze non sono le stesse"

    Non è possibile evitare gli errori, anche nei settori dove questi costano più cari, come quelli che si occupano della salute.
    Ma si può tentare di ridurre il danno di questi errori.

    E' in questo senso "il mercato offre una soluzione in qualsiasi ambito" (non credo sia un discorso da burloni).
    Se invece di esserci un'unica proposta centralizzata, ci sono diverse alternative in competizione, è evidente che alcune di esse nel futuro si rileveranno scelte sbagliate, ma saranno comunque adottate solo da una frazione dei partecipanti.

    Invece il pubblico ha la PRETESA di essere la "grande azienda" che riesce a prevedere il futuro adottando il miglior rapporto rischio/rendimento (anche nella sanità).

    Ecco perché non conosco le "prove empiriche del fallimento del mercato, cioè della società aperta" che tu dici di avere. Nei telefonini, per usare il tuo esempio, Nokia (grande azienda) ha fallito nelle sue previsioni, ciò significa che il mercato ha fallito nel fornire telefonini? Non credo. Perché nello stesso mercato c'era la Apple che, facendo altre previsioni, le ha viste premiate.

    Non mi risulta che "ci siano grossi problemi di natura morale nel perseguire un profitto nella ricerca del benessere degli individui" (anche offrire dei buoni telefonini porta al benessere degli individui), non solo nell'industria farmaceutica, la quale non soddisfa il tuo desiderio di debellare le malattie, non perché deve "ottimizzare i profitti", ma perché "l'uomo è un essere mortale ed è soggetto alle malattie".
    Vediamo di non farci accecare dalle nostre ideologie, fino a negare le evidenze più elementari!

    RispondiElimina
  6. Gost, meriti una risposta articolata, ma il tempo è tiranno e la natura corre : tradotto, devo lavorare come uno schiavo nei campi di cotone...

    ti rispondo al più presto!

    RispondiElimina
  7. La produttivita` si misura in produzione per unita` di tempo. La produttivita` aumenta solo se a parita` di ore lavorate aumenta la produzione.

    Stai forse dicendo che se lavori un ora di straordinario in più al giorno non sei più produttivo?
    La "produzione" è la tua mansione.
    Che poi si tratti di insegne pubblicitarie, ronde notturne, raccogliere cachi, smistare pratiche in un ufficio, poco cambia.
    Partendo ovviamente dal presupposto che il tuo "lavoro" sia "utile".
    Se ricopri mansioni inutili, dovremmo aprire un discorso a parte, prendendo in considerazione diversi parametri.

    Chiamo la cooperazione utopia perche`, per quanto credo fosse uno psicopatico, leo strauss rese abbastanza chiaro il concetto per cui c'e` cooperazione solo nel caso di una minaccia esterna comune.

    stai dicendo che l'associazionismo non esiste?
    bizzarro.
    io mi scontro ogni giorno con entità che nascono dalla cooperazione... spesso nel mio lavoro ci affiancano cooperative, per esempio.
    Per organizzare alcuni eventi devo far riferimento alla Pro Loco.
    Molto spesso ricevo informazioni molto utili dall'associazione di categoria...

    Stanno tutti rischiando la pelle o magari sono mossi da "altri interessi"?

    (strauss non me ne voglia da sottoterra...)

    Il mercato rende ottimamente i servizi, quando all'ottimo servizio coincide il profitto massimo.

    In parte è corretto.
    Quello che dimentichi clamorosamente, secondo me, è che il profitto massimo deriva da una serie di processi : si parte dalla semplice questione "domanda - offerta" fino ad arrivare al concetto di "servizio".

    Esempio stupido, facciamo finta che tu voglia fare il meccanico.
    oggi non basta più saper "solo" riparare la macchina (professione)... deve anche essere in grado di offrire ricariche clima, spazzole tergi, auto sostitutiva, rigenerazione plastiche, riparazione tessuti (servizi)... altrimenti, alla lunga, chiudi, perchè i tuoi concorrenti stanno facendo passi in avanti e tu ti stai guardando i piedi.

    Lo possiamo vedere per esempio nell'industria farmaceutica, il massimo profitto coincide con un controllo delle malattie e dei sintomi, debellare le malattie e` assolutamente antieconomico.

    Per cortesia, mi potresti fare un esempio che non scivoli in territori para-governativi magari protetti da brevetti?

    Altrimenti mi vedo costretto ad argomentare pesantemente la mia posizione sul tema, citando alcune cose poco simpatiche, ti cito un estratto di una vecchia puntata :

    ---Olanzapine (nome commerciale Zyprexa), è uno dei farmaci antipsicotici atipici suggeriti come farmaco di prima linea nelle procedure del Texas, 4,28 miliardi di dollari di vendite nel 2003, il miglior farmaco venduto dalla Eli Lilly.
    Nel 2003, il NY Times ha pubblicato un articolo di Gardiner Harris che segnalava che il 70% delle vendite dell’olanzapine sono retribuite dagli enti governativi, quali assistenza sanitaria statale e Medicaid.---

    Avviso : non è l'unica storiella che suscita un riferimento blasfemo in dialetto triestino...

    Penso che al di la` dei problemi prettamente economici, ci siano grossi problemi di natura morale nel perseguire un profitto nella ricerca del benessere degli individui.

    il concetto di "benessere" è da definire, per poterti rispondere adeguatamente.

    Il risultato di una catastrofe e` un reindirizzamento delle risorse o un assorbimento dei risparmi privati.
    Questo vuol dire che chi non ha risparmi e` morto,


    piccola nota a margine : oggi i risparmi ti vengono fregati a mano armata in cambio di servizi che per gentilezza mi limito ad etichettare come "discutibili".
    inoltre non pensi minimamente alla solidarietà, quella spontanea, non quella imposta col manganello.

    RispondiElimina
  8. evito di dare importanza alle persone in relazione alla capacita` di monetizzare il proprio talento.

    questo probabilmente è perchè ti rendi conto che la maggior parte della popolazione non sembra avere la spina dorsale, optional che mi risulta sia di serie.

    ma ciò non è anche da attribuirsi al modo in cui cresciamo, ovvero, guardando crescere i meccanismi statalisti?

    ho visto "delegare" la responsabilità fin dai banchi di scuola elementare...

    sulla mia pelle : due ragazzi che si pestano, mi accingo ad intervenire per dividerli ed un mio compagno mi fa "ma che ti metti in mezzo, è il professore che dovrebbe tenerli d'occhio".

    come pretendi che questo personaggio sappia far valere le proprie competenze in un'eventuale trattativa con il datore di lavoro?

    alla terza battuta ti chiederebbe "non c'è un contratto standard"?

    Quello che voglio dire è che siamo stati abituati a vedere il mondo in un modo unilaterale, standardizzato, burocratizzato... forse si potrebbe anche pensare che se ognuno fosse leggermente più responsabile, probabilmente ne gioverebbe anche il mercato del lavoro...

    deve esserci un "percorso"... se si vede il lavoro come "timbro il cartellino e che arrivi presto fine mese", resti un saldatore in cantiere a 800 euro.
    il fatto che conosco 2 amici saldatori che pigliano attorno ai 3700 euro al mese in busta, direi che posso pensare che questi personaggi se ne infischiano col botto dei CCNL e abbiano contrattato la paga in base al suo "valore".
    Se il datore di lavoro li sborsa, evidentemente il merita.
    Se non te lo meriti, continui a pigliare 800 euro.

    (nel frattempo, tutti assieme paghiamo somme esorbitanti ad una classe politica che semplicemente fa schifo e che per di più è in sovrannumero...)

    Credimi, io ho un'azienda, in russia, dove non ci sono un granche` di diritti. Anche in questo momento di crescita al 6-8%, i lavoratori hanno ben poca capacita` contrattuale. Non vorrei essere nei loro panni appena il petrolio scendera` sotto i 50 dollari. In realta` non vorrei essere nemmeno nei miei di panni.

    Mi fido della tua analisi, ma vengono da 80 anni di comunismo, non credi siano un pelo rincoglioniti? :-D

    Anche le grandi imprese, con tutte le loro capacita`, non sono in grado di prevedere il futuro. Se fosse come dici tu allora l'IBM sarebbe l'unico produttore di computer e la Nokia leader negli smartphone. Se un ospedale sbaglia le conseguenze non sono le stesse.

    Qui ti rimando alla risposta di Valentino, qui sopra, che rispecchia abbastanza il mio punto di vista.

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  9. Un po' di risposte in ordine sparso:

    "Se invece di esserci un'unica proposta centralizzata, ci sono diverse alternative in competizione, è evidente che alcune di esse nel futuro si rileveranno scelte sbagliate, ma saranno comunque adottate solo da una frazione dei partecipanti."
    Pienamente d'accordo, avevo la stessa risposta, mi dispiace di non essere riuscito a controllare la polemica su un concetto che era stato espresso male.

    Per quanto riguarda la farmaceutica, mi rendo conto che i costi di entrata nel mercato siano estremamente alti e la formazione di un oligopolio crea le condizioni per un tacito cartello. Il fatto e` che si tratta di una tendenza naturale.
    Non capisco invece l'accenno ai brevetti. I brevetti sono un punto cardine dell'industria, soprattutto quella dove gli investimenti sono molto alti.


    Questa non credo sia una risposta.

    Se lavori un'ora di straordinario hai tendenzialmente aumentato la produzione non la produttivita`.



    questo perche` se non fosse cosi` dovrei ritenere il mio apporto alla societa`di molto superiore a ogni medico, vigile del fuoco o programmista linux.

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